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domenica 22 novembre 2020

Smascheriamo la Bestia di Matteo Salvini

Smascheriamo la Bestia di Matteo Salvini


Diffonde una falsità dopo l'altra
Si chiama Smask.online, ed è un progetto creato da un gruppo di volontari per "smontare" la propaganda digitale del leghista. Svelandone menzogne, meccanismi e parole chiave

DI MAURO MUNAFÒ


Matteo Salvini ha quattro milioni di fan su Facebook, oltre due milioni su Instagram. E un numero di interazioni con i contenuti pubblicati che nessun politico può neanche lontanamente eguagliare: 16 milioni tra like, commenti e click nell'ultimo mese solo su Facebook, quasi 10 milioni su Instagram. Le sue pagine ufficiali sui social network sono lo strumento di propaganda più potente che l'ex ministro dell'Interno ha a disposizione: una macchina del consenso a cui lavorano decine di suoi collaboratori (guidati da Luca Morisi) e chiamata in gergo "La Bestia".

Una macchina ben oliata che per accumulare like e diffondere il suo verbo martella su immigrazione, sovranismo, complotti e tutto ciò che può essere utile per aumentare il consenso intorno a Salvini. Ma anche contro questo Golia, non mancano i Davide che provano a resistere alla sua potenza. E a proporre qualcosa per togliergli forza.

A provare a smontare la Bestia post dopo post, ci prova una nuova iniziativa dal basso, realizzata da volontari senza supporti politici. Si chiama Smask.online e ogni giorno cerca di rispondere ai post di Salvini proponendo una contro-narrazione argomentata con fonti e contesti.

«Abbiamo deciso di lanciare la nostra piattaforma per fare un'operazione di pedagogia digitale. È importante fare comprendere che dietro "Salvini", che è solo il simbolo di un metodo, c'è un progetto professionale che utilizza un lessico studiato per ottenere successo» spiega all'Espresso uno dei promotori della piattaforma (che preferiscono firmarsi come Smask, senza usare i propri nomi).

«Ci abbiamo messo quasi un anno per ricostruire il lessico della Bestia. Perché il nostro bersaglio non è Salvini: è solo un personaggio che recita un copione». Un copione fatto di 150 parole chiave riunite in dieci grandi filoni tematici: l'ossessione per l'immigrazione, il sovranismo, l'epica del "capitano", i complotti e bufale. L'immagine usata da Smask per identificare la Bestia è quella di una piovra i cui tentacoli sono appunto questi temi al centro della sua propaganda costante.


Per capire come funziona Smask basta andare sul sito o sui canali social di questo progetto partito da poco. I volontari prendono un post recente delle pagine di Salvini e lo "smontano": smentiscono le falsità affermate, pongono le dichiarazioni all'interno di un contesto, forniscono fonti e dati precisi, svelano cosa non torna nelle frasi o nelle foto di Salvini. Un lavoro che utilizza anche gli strumenti del fact-checking, ma che punta non solo allo "sbufalamento", quanto alla spiegazione delle dinamiche e dei tic comunicativi della Bestia. Ad esempio si prende il post con cui Salvini cita papa Giovanni Paolo II e si mette a confronto con le parole del pontefice sull'accoglienza ai migranti , oppure si sottolinea l'ossessione per il tema dell'immigrazione, usato in combinazione con la pandemia al solo scopo di fomentare i fan sui social ma senza che i due fenomeni abbiano alcun collegamento reale .

«La Bestia propone una narrativa e, per contrastarla, serve una contro-narrativa. Per questo ogni giorno proponiamo dei contro-post argomentati, con fonti, in risposta alla propaganda di Salvini. Il nostro obiettivo è quello di inoculare in Rete delle risposte giorno per giorno, post dopo post», spiegano i promotori di Smask.online. A comporre la squadra sono circa cinquanta persone che comprendono ricercatori di mercato, economisti, giovani che si occupano di comunicazione digitale, docenti, designer, studenti e ingegneri. Residenti in ogni parte d'Italia e anche all'estero. Il progetto non è finanziato e non accetta fondi da partiti o personaggi politici.

«Vogliamo costruire una comunità capace di contrastare sul terreno digitale operazioni come quelle della Bestia che, ne siamo certi, saranno ancora preponderanti nelle prossime elezioni politiche in Italia. Sappiamo che rischiamo in realtà di dare ancora più risalto alla comunicazione di Salvini ed è un problema che ci siamo posti da subito. Ci siamo dati come obiettivo quello di parlare a coloro che sottovalutano questa comunicazione e non la prendono sul serio e anche a quell'area di mezzo di persone che colgono il fatto di essere state utilizzate da questa comunicazione». 
E vogliono ribellarsi alla Bestia.




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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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giovedì 27 agosto 2020

Matteo Salvini Multato Senza Mascherina


Matteo Salvini Multato Senza Mascherina



Matteo Salvini Multato Senza Mascherina






Matteo Salvini Multato Senza Mascherina



Matteo Salvini,  è stato finalmente, e una volta per tutte,
 multato per non aver indossato la mascherina durante
 il suo comizio di Benevento, tra passerelle, selfie e strusci.

1) Multato a Benevento per non aver indossato la mascherina
2) Denunciato dalla procura di Agrigento per procurato allarme.

Ad annunciarlo nientemeno che il sindaco della città, Clemente Mastella. Che, potrà piacere o meno, ma qui ha fatto quello che nessuno prima di lui aveva avuto il coraggio di fare: sanzionare questo piromane del virus a piede libero.

E due.
Dopo la denuncia di ieri, oggi arriva anche la multa.

C’è solo da augurarsi che sia la prima di una lunga serie. Perché esiste un limite oltre il quale la strafottenza e lo scempio delle regole civili non è più tollerabile.

E quel limite, quest’individuo, l’ha superato ormai da un pezzo.

Matteo Salvini Multato Senza Mascherina






Quello che è successo ieri è semplicemente meraviglioso.

Salvini decide di irrompere al Covid Center di Salerno, seguito dalla sua entourage più qualche politico locale al quale non sembrava vero di cogliere l’occasione per avere un momento di visibilità.

Insomma, arrivano all’ospedale e indovinate cosa fa il direttore?

Fa una cosa geniale. Gli chiude semplicemente la Porta in Faccia.

Ecco la meravigliosa dichiarazione del direttore del Covid Center:

“In relazione all’iniziativa di cui non è mai pervenuta preventiva richiesta a questa Direzione che ha visto irrompere in Ospedale il Segretario della Lega accompagnato da altri politici candidati locali, si precisa quanto segue:

1) Le norme di sicurezza e prevenzione legate all’emergenza Covid non consentivano e non consentono l’ingresso in Ospedale di persone estranee, a tutela della sicurezza dei pazienti e dell’interno personale. Nemmeno i familiari dei degenti, anche in casi di particolare gravità, possono accedere. E’ stato un atto non rispettoso delle regole, inopportuno in relazione anche all’attuale fase emergenziale e quanto determinatosi sarà oggetto di approfondimento.

2) Da un anno e mezzo, la Direzione dell’AOU Ruggi, come quella di tutte le Aziende Sanitarie della Campania, si attiene rigorosamente a una precisa disposizione firmata dal Presidente della Regione, che vieta ad esponenti di tutti i partiti di entrare negli ospedali per motivi politici, 
tanto più in periodo elettorale.

Gli Ospedali sono luoghi di Sofferenza e di Cura,
 non di demagogia, come in ogni Paese civile”.

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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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domenica 19 aprile 2020

Eurobond il Disastroso Matteo Salvini

Eurobond il Disastroso Matteo Salvini


Eurobond Coronavirus: il disastroso “fuori onda” di Matteo Salvini
Il Senatore Matteo Salvini, per tutta la seconda settimana di aprile 2020, ha ingaggiato una vera e propria guerra mediatica, senza esclusione di colpi contro il Presidente del Consiglio e l’intero Governo, accusandoli di voler usare il MES (il Meccanismo Europeo di Stabilità) come unico strumento finanziario da cui reperire fondi per fronteggiare la nuova crisi economica, che stiamo affrontando a causa dell’emergenza da Coronavirus Covid-19.

In particolare, il “Capitone” a guida della Lega, ha accusato il premier Giuseppe Conte di “Alto Tradimento all’Italia”, per aver preferito il MES agli Eurobond, considerati l’unico strumento in grado di salvare l’Italia dall’imminente crisi economica da Coronavirus.

L’inaspettato “fuori onda” della Lega:

Ma nella tarda serata di giovedì 16 aprile 2020, lontano dai riflettori, in un file PDF raggiungibile solo attraverso un percorso di pagine sul sito del Parlamento Europeo, si scopre che la Lega ha fatto praticamente il contrario di quanto il Capitone urlava da giorni al di là del vetro del suo smartphone.

La Proposta che apriva agli Eurobond:
In particolare, scorrendo la pagina, troviamo il testo che era stato presentato il 15 aprile da Philippe Lamberts a nome del Gruppo Verts/ALE (cioè Gruppo dei Verdi / Alleanza Libera Europa).

Questo testo presentava un particolare emendamento alla Risoluzione sulla crisi del Coronavirus Covid-19, intitolato: “Azione coordinata dell’UE per lottare contro
la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze”.


Tutti i voti negativi della Lega, con nomi e cognomi:
L’emendamento che apriva la strada ad uno strumento come gli Eurobond, è stato BOCCIATO con 326 voti contro. Aprendo il file delle votazioni effettuate, a pagina 51, sotto la tabella del segno MENO (cioè dei voti a SFAVORE) troviamo tutti gli europarlamentari della Lega:

ADINOLFI Matteo, BALDASSARRE Simona Renata, BASSO Alessandra, BONFRISCO Anna, BORCHIA Paolo, CAMPOMENOSI Marco, CAROPPO Andrea, CASANOVA Massimo, CECCARDI Susanna, CIOCCA Angelo, CONTE Rosanna, DA RE Gianantonio, DREOSTO Marco, GANCIA Gianna (in CALDEROLI), GRANT Valentino, LANCINI Danilo Oscar, LIZZI Elena, PANZA Alessandro, REGIMENTI Luisa, RINALDI Antonio Maria, SARDONE Silvia, TARDINO Annalisa, TOVAGLIERI Isabella, VUOLO Lucia, ZAMBELLI Stefania


Praticamente dei 29 europarlamentari della Lega,
i 25 presenti hanno votato tutti contro la strada per gli Eurobond.

“TRADIMENTO?” (Di chi?)
Ora resta da chiedersi: chissà dalla mattina di oggi, venerdì 17 aprile,
cosa urlerà il Capitano leghista da dietro il vetro del suo smartphone?
“Tradimento”? (Sì, ma di chi?)




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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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martedì 3 aprile 2018

Segreti di Matteo Salvini

Salvini Fallito


Salvini il Fallito

Quelli sui quali indaga da mesi la Procura di Genova, 
sono al centro di un’inchiesta dell’Espresso.
 Il settimanale è andato alla ricerca di quel tesoro del Carroccio, quei 48 milioni di euro che il tribunale genovese vorrebbe mettere sotto sequestro dopo la condanna di Bossi e dell’ex tesoriere Belsito nel 2017 per truffa ai danni dello Stato. 
Ma finora il tribunale è riuscito a recuperare poco più di 2 milioni.

Le minacce di Salvini: “Li querelo”
Salvini, che a gennaio aveva dichiarato che sul conto della Lega ci sono mila euro, 
ora minaccia di querelare il settimanale e in un video pubblicato oggi su Facebook li insulta: 
“O sono cretini o in malafede, o sono cretini in malafede”.

“Non ho nascosto milioni di euro, i russi non ci hanno dato né soldi né matrioske – dichiara il leader del Carroccio – All’Espresso rispondo con un sorriso e una querela”.

L’inchiesta
Ma ci sono dei documenti bancari che, secondo i giornalisti dell’Espresso possono far capire che fine abbiano fatto i soldi della Lega. E non solo quella di Salvini, ma anche il Carroccio di Maroni. Durante entrambe le gestioni, infatti, “parecchi milioni sono stati investiti illegalmente“.

“Una legge del 2012 – si legge sull’Espresso – vieta infatti ai partiti politici di scommettere i propri denari su strumenti finanziari diversi dai titoli di Stato dei Paesi dell’Unione europea. Il partito che si batte contro l’Europa serva di banche e multinazionali ha cercato di guadagnare soldi comprando le obbligazioni di alcune delle più famose banche e multinazionali”.

Il ruolo della onlus Più voci
Oltre agli investimenti illegali, dall’inchiesta dell’Espresso – dal titolo I conti segreti di Salvini – emerge un altro importante novità. In tutta questa vicenda infatti c’è una associazione che ha un ruolo fondamentale nella “sparizione” del tesoro. Si tratta di una onlus “di area leghista” che si chiama Più voci. Non ha un sito Internet, non c’è traccia di sue attività sul territorio.

La Lega la userebbe “per ricevere finanziamenti dalle aziende”. Finanziamenti che verrebbero subito “girati a società controllate dal partito. L’associazione – secondo quanto anticipa il settimanale – è stata creata da tre commercialisti fedelissimi a Salvini nell’ottobre del 2015” proprio durante il processo a Bossi e Belsito. Ma chi ha finanziato la onlus? Nell’inchiesta in uscita domani si potranno leggere i nomi delle persone coinvolte in questa vicenda opaca e complicata che getta, dopo gli ultimi scandali, ulteriori ombre sul partito di Matteo Salvini.

LEGGI ANCHE
ANCHE SALVINI HA USATO I SOLDI RUBATI


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giovedì 29 marzo 2018

Avevano una Banca , un Giornale , una Radio e sono FALLITI

Salvini Fallito


Salvini Fallito



Avevano una Banca ed è fallita ,
avevano un Giornale ed è fallito ,
avevano una Radio ed è fallita ,
vogliono Governare l' Italia .
NO GRAZIE , NO FLAT TAX .



RESTITUISCI I SOLDI RUBATI



NO FLAT TAX .



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ISCRIVETEVI , GRAZIE
Disoccupati, si prefigge di portare avanti le istanze dei senza Lavoro IN RETE. 
Sarebbe importante  Costituire Finalmente un MOVIMENTO NAZIONALE per Richiedere il Reddito di Esistenza a favore di tutti i Cittadini Italiani. 

 .

RISPOSTA DI DI MAIO A MATTEO SALVINI


"Il premier deve essere espressione della volontà popolare. 

Il 17% degli italiani ha votato Salvini 

premier, il 14 Tajani premier, il 4 Meloni premier. 

Oltre il 32% ha votato il Movimento 5 Stelle e il 

sottoscritto come premier. 

Non mi impunto per una questione personale, è una questione di 

credibilità della democrazia. 

È la volontà popolare quella che conta. Io farò di tutto affinchè venga soddisfatta. 

Se qualche leader politico ha intenzione di tornare al passato creando governi istituzionali, 

tecnici, di scopo o peggio ancora dei perdenti, 

lo dica subito davanti al popolo italiano", 

dice Luigi Di Maio, sul Blog delle stelle.

LEGGI ANCHE 

NO FLAT TAX



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 ISCRIVETEVI AL GRUPPO 
Disoccupati che si prefigge di portare avanti le istanze dei senza Lavoro IN RETE.
Sarebbe importante Costituire Finalmente un MOVIMENTO NAZIONALE
per Richiedere il Reddito di Esistenza a favore di tutti i Cittadini Italiani. 

venerdì 26 gennaio 2018

La Flat Tax



La Flat Tax di Silvio

Flat Tax: ecco come funzionerebbe l’aliquota unica per tutti
Come funzionerebbe esattamente e quali sarebbero le conseguenze per i contribuenti

La flat tax è un tipo di tassazione proporzionale, in base alla quale tutti i contribuenti tassano la base imponibile con la medesima percentuale e non con un'aliquota marginale crescente all'aumentare del reddito. Di fatto, se venisse introdotta la flat tax proposta prima dal leader della Lega Matteo Salvini, ora anche da quello di Forza Italia Silvio Berlusconi, alla base imponibile di ciascun contribuente verrebbe applicata un'aliquota fissa (es. 20%); sarebbe quindi sufficiente compilare un modello unico dal quale emerge quanto il contribuente è chiamato a versare, senza la necessità di dettagliare le spese deducibili e detraibili. Di conseguenza, gli operatori del settore fiscale e l'Amministrazione Finanziaria sarebbero sollevati dall'obbligo di verificare la correttezza di quanto dichiarato dal contribuente in termini 
di richieste di deduzioni e detrazioni.

OTTIMA SOLO PER I RICCHI

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Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
Scrivici : 
  movdirdisoccupati(@)libero.it 



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