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mercoledì 31 marzo 2021

Lombardia, Fontana Indagato per Autoriciclaggio e Falsa Dichiarazione

Lombardia, Fontana Indagato per Autoriciclaggio e Falsa Dichiarazione


Il comunicato del procuratore Greco, che ha spiegato di aver inoltrato alle autorità elvetiche una rogatoria per "completare la documentazione allegata alla domanda di voluntary disclosure" presentata "dall’avvocato Attilio Fontana", presidente della Lombardia, per
 "approfondire alcuni movimenti finanziari"

Autoriciclaggio e falsa dichiarazione in voluntary disclosure. Sono le ipotesi di reato con cui la Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati il governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana. Contestualmente, i pm hanno chiesto una rogatoria in Svizzera sul conto corrente bancario del presidente lombardo, spiegando alle autorità elvetiche di voler “completare la documentazione allegata alla domanda di voluntary disclosure del 2016” presentata “dall’avvocato Attilio Fontana“, presidente della Lombardia, per “approfondire alcuni movimenti finanziari”. A darne notizia della rogatoria è stato il procuratore Francesco Greco, con un comunicato stampa in cui ha spiegato come la difesa del governatore si sia “oggi dichiarata disponibile a fornire ogni chiarimento” anche con produzione di documenti o “presentazione spontanea dell’assistito”. Al centro della tranche di indagine emersa col caso ‘camici’ ci sono i 5,3 milioni di euro su un conto svizzero scudati nel 2015 dal politico varesino, già indagato per frode in pubbliche forniture sul caso ‘camici’. La richiesta di assistenza giudiziaria si è resa necessaria in quanto ci sarebbero flussi non chiari e mancherebbero alcuni documenti per avere tutte le spiegazioni possibili su alcune movimentazioni.

Era dall’estate scorsa che i pm di Milano indagavano sul conto legato a un trust costituito nel 2005 alle Bahamas dalla madre del presidente lombardo, sul quale era confluito il patrimonio di un precedente trust, datato 1997 e sempre con sede a Nassau. Denaro, oltre 5 milioni di euro, che era stato “scudato” e arrivato nel suo deposito in Svizzera. Un tesoretto che era finito all’estero, a dire del governatore, che certamente non poteva essere frutto di un reato. L’affaire del trust era emerso durante gli accertamenti dell’inchiesta sul caso dei camici in Lombardia in cui Fontana è indagato per frode in pubbliche forniture. Mentre il cognato del presidente Andrea Dini, che controlla la società Dama, e Filippo Bongiovanni, dg di Aria sono indagati anche di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente). Nel mezzo dei primi mesi dell’emergenza coronavirus era esploso il caso dei 75mila camici e altri dispositivi di protezione individuale per oltre mezzo milione di euro acquistati dalla società Dama dalla Regione Lombardia. 
Operazione che era stata trasformata in corso d’opera in donazione.

Il cuore dell’inchiesta riguardava la fornitura con tutte le sue anomalie, ma la procura aveva puntato l’attenzione sul conto in Svizzera con depositati 5,3 milioni del presidente della Lombardia. L’esistenza del patrimonio milionario detenuto alla Ubs di Lugano (Fontana è stato multato dall’Anac per aver omesso la dichiarazione dello stato patrimoniale relativa al 2016, quando era ancora sindaco di Varese) era emersa proprio perché dal conto elvetico di Fontana sarebbe dovuto partire il bonifico di 250mila euro, poi bloccato in quanto operazione sospetta dall’Uif della Banca d’Italia, a titolo di risarcimento al cognato per il mancato profitto derivato dalla trasformazione della fornitura in donazione. I pm hanno quindi ricostruito, in base alla documentazione che la Guardia di Finanza, ha raccolto le movimentazioni di quel conto che non sarebbe stato dormiente e mettere a fuoco le entrate e le uscite registrate negli ultimi anni in particolare nel periodo precedente 
sua regolarizzazione con la voluntary disclosure.

Dopo la notizia delle accuse nei confronti di Fontana, gli avvocati Jacopo Pensa e Federico Papa, legali del governatore, hanno diramato una nota stampa con la loro versione dei fatti: “Il comunicato della Procura della Repubblica dà conto della volontà del presidente Fontana di non lasciare ombra alcuna in ordine alla procedura della Voluntary, su cui i magistrati intendono fare chiarezza definitiva“. Anche le opposizioni in consiglio regionale, tuttavia, hanno detto la loro sulla vicenda, definita “l’ennesimo duro colpo inferto dal centrodestra a trazione leghista all’onore e alla reputazione di questa regione”. È questo il giudizio del capogruppo del M5s Massimo De Rosa, convinto che “l’orgoglio dei cittadini lombardi è ancora una volta umiliato dalle difficoltà di questa Giunta, il cui mandato è scandito quotidianamente da scandali, errori e disagi per la popolazione. Riteniamo che il governatore Fontana – ha concluso – debba intervenire al più presto in Aula per chiarire al Consiglio 
Regionale la propria posizione”.




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venerdì 5 marzo 2021

Da Venerdì 5-3-2021 scuole chiuse in Lombardia

fontana moratti bertolaso


Lombardia verso la zona rossa? 
Domani i dati del monitoraggio Iss e la scelta del colore
Il mix di arancione e arancione rafforzato potrebbe non bastare. Regione Lombardia, per dirla con le parole del consulente del Pirellone, Guido Bertolaso, viaggia a "passi lunghi" verso la zona rossa. I capoluoghi lombardi, infatti, si stanno trovando a fare i conti con la violenza della terza ondata dell'emergenza covid - spinta soprattutto dalla variante inglese - e dai prossimi giorni potrebbero ritrovarsi nuovamente nella fascia di rischio più elevato. 

La fotografia attuale della Lombardia - divisa tra zona arancione e zona arancione rafforzata - è l'emblema di un territorio nuovamente in difficoltà e i divieti e le restrizioni già imposte potrebbero non essere sufficienti. 

Lombardia verso la zona rossa


La verità arriverà domani, venerdì 5 marzo, quando da Roma sarà presentato il classico monitoraggio settimanale dell'istituto superiore di sanità sull'andamento dell'epidemia. Con un indice Rt sopra 1,25 si va automaticamente in fascia rossa, anche se non va trascurato il peso della pressione sui reparti ospedalieri che - sempre stando alle parole di Bertolaso - sono già in affanno. 

Lombardia in zona rossa? 
Dalla regione non filtra ottimismo, tutt'altro. Mercoledì, durante un punto stampa sui vaccini, l'ex numero uno della Protezione civile non ha nascosto le sue preoccupazioni. "A me sembra che tutta Italia, tranne la Sardegna, si stia avvicinando a passi lunghi verso la zona rossa - ha detto Bertolaso, chiamato al Pirellone per coordinare la campagna vaccinale -. La Lombardia, per quello che ha passato nei mesi scorsi, è più vulnerabile rispetto ad altre regioni, ma non sono preoccupato per questa regione. Più che per altre è fuori discussione che bisogna vaccinare". 

Ai "passi lunghi" di Bertolaso hanno fatto da contraltare la calma di Attilio Fontana e Letizia Moratti, che non hanno voluto sbilanciarsi con previsioni in vista del monitoraggio. "Bisogna aspettare i dati del Cts e poi si faranno le valutazioni del caso - le parole del presidente lombardo -. Per ora monitoriamo costantemente e giornalmente le situazioni di pericolosità". 

Sulla stessa lunghezza d'onda, l'assessore al welfare: "Non abbiamo evidenza su Lombardia in zona rossa. Abbiamo riunioni quotidiane con la commissione indicatori per vedere quali misure mettere in campo, ma sarà la cabina di regia venerdì a dirci come sarà la nostra Regione da lunedì prossimo".

Da lunedì, insomma, la Lombardia rischia di cambiare di nuovo colore, passando dall'arancione al rosso. La decisione arriverà venerdì dopo il monitoraggio e l'attesa è alta. 

INSOMMA CON POCO PREAVVISO I GENITORI 
DEVONO FARE RICORSO AI NONNI
PER CHI HA LA FORTUNA DI AVERLI

MA POSSIBILE CHE DOPO UN ANNO DI PANDEMIA
SIAMO ANCORA A QUESTO PUNTO ???

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lunedì 25 gennaio 2021

Bugie di Salvini sulla Lombardia in Zona Rossa

Bugie di Salvini sulla Lombardia in Zona Rossa



Il leader della Lega ha attaccato l’esecutivo per aver sbagliato a far diventare la 

Lombardia zona rossa. Ma i dati li ha forniti la Lombardia di Fontana.


  
Matteo Salvini dà colpa al governo per le valutazioni sbagliate dell’indice Rt 

lombardo per il quale la Regione è in zona rossa. Scrive un Tweet e urla contro il 

governo. Salvo però scoprire che se errore c’è stato – come scritto da Monica 

Guerzoni e Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera – è stato commesso dai 

tecnici lombardi che avrebbero sbagliato a calcolare il valore che viene calcolato 

sui sintomatici che “sviluppano i sintomi a distanza di giorni dalla data in cui sono 

entrati in contatto con il virus”.


Un errore dei tecnici lombardi dirà Fontana.
“Se 10milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa per mesi in base a 

dati e valutazioni sbagliate del governo, saremmo di fronte a danni morali ed 

economici enormi, un vero e proprio sequestro di massa. Chi ha sbagliato paghi, 

chieda scusa e ripari al danno causato”.



La Lombardia quindi ora chiede di diventare arancione, così da consentire alcune 

riaperture. Richiesta che potrebbe essere accolta presto dal ministro della Salute 

Roberto Speranza, che potrebbe firmare un’ordinanza e allentare le restrizioni già 

dalla prossima domenica”. 


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lunedì 11 maggio 2020

Mascherine Fantasma Pagate 10 milioni dalla Lombardia


Mascherine Fantasma Pagate 10 milioni dalla Lombardia

Sequestro della Gdf a Società che aveva ottenuto 5 affidamenti

La Guardia di Finanza di Como, nell’ambito di un procedimento penale pendente presso la Procura della Repubblica di Como e coordinato dalla dottoressa Valentina Mondovì, Sost. Proc., ha effettuato il sequestro di € 3.356.904 depositati sui conti correnti di una società di capitali milanese.

Mascherine Fantasma Pagate 10 milioni dalla Lombardia

La predetta società aveva ottenuto, a fine marzo scorso, n. 5 affidamenti diretti da parte di ARIA S.p.A. (la stazione appaltante di Regione Lombardia per l’acquisto centralizzato di beni e servizi) per la fornitura di “Dispositivi di Protezione Individuale” (mascherine, camici e tute mediche) da destinare all’emergenza COVID-19. Il valore complessivo degli affidamenti è pari ad € 13.970.000 dei quali € 10.490.000 sono stati già anticipati alla società, che però è stata in gran parte inadempiente; da qui, la denuncia per frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) e l’emissione da parte dell’Autorità Giudiziaria lariana di un provvedimento
di sequestro dei saldi ancora presenti sui conti correnti societari.




Le nuove contestazioni conseguono agli approfondimenti investigativi effettuati dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Como a seguito dell’arresto effettuato, in data 27 aprile 2020, di F.B., l’amministratore della società. Si ricorda come F.B., sin dall’avvio della pandemia COVID, si sia dedicato all’importazione di dispositivi di protezione individuale ed altri dispositivi sanitari di produzione cinese. Per ottenere lo svincolo diretto dei beni, F.B. aveva però presentato, al momento dell’importazione, false attestazioni della destinazione dei beni ad Enti pubblici ed altri organismi impegnati nel fronteggiare l’emergenza sanitaria. Tale destinazione si è resa al fine per poter accedere alla procedura semplificata di sdoganamento introdotta dai recenti Decreti Legge. Infatti, è stato accertato come, in due episodi, riguardanti l’importazione di complessive 622.000 mascherine, 42.000 di esse siano state destinate a imprese private,
ubicate in Puglia e Lombardia, per finalità speculative.

Altro fronte che riguarda sempre il Pirellone è quello delle mascherine mutande, la Procura di Milano ha aperto un’indagine dopo l’esposto presentato da Adl Cobas Lombardia per accertare, tra l’altro, l’idoneità, i costi e l’aggiudicazione della fornitura delle mascherine prodotte dalla Fippi di Rho, un’azienda di pannolini che ha riconvertito la produzione su commissione di Regione Lombardia. L’inchiesta, nella quale sono ipotizzati i reati di truffa e frode nelle pubbliche forniture a carico di ignoti, è coordinata dai pm Mauro Clerici e Giordano Baggio. I pubblici ministeri hanno delegato i militari Guardia di finanza di Milano a compiere accertamenti relativi, per esempio, alla quantità di mascherine prodotte, alla loro idoneità e alla loro certificazione e alle modalità con cui è stata affidata la commessa. Le Fiamme gialle hanno già cominciato racconto la testimonianza di Riccardo Germani, il portavoce di Adl Cobas Lombardia, che tramite l’avvocato Enzo Barbarisi, attorno alla metà di aprile ha depositato l’esposto alla magistratura. Nel documento si parla di “inidoneità e, quindi, pericolosità del presidio”, giudizio dato da coloro che lo hanno provato “sul campo”. Come si legge nell’esposto le mascherine “non appaiono funzionali allo scopo protettivo, né del paziente né dell’operatore sanitario e/o medico, sotto il profilo anatomico e dinamico”
 il che comporterebbe rischi di contagi.

Lombardia, rabbia dei sanitari: «Le mascherine di Fontana pannolini, sono inutili»

Il caso delle «mascherine pannolino». Sbaglia chi fa, siamo d’accordo. Tuttavia quello delle mascherine in Lombardia sta diventando non più soltanto un enorme problema, sta trascinando la Regione stessa nel ridicolo. Le mascherine del governatore Attilio Fontana hanno indignato non poco il personale sanitario, che senza mezze termini le ha bollate come l’«ennesima umiliazione», un’offesa a chi sta rischiando la vita tutti i giorni nella battaglia sfiancante contro il Covid-19. Riccardo Germani, portavoce di ADL Cobas, ha pubblicato su Facebook uno scatto della “mascherina pannolino”, esprimendo tutta la sua rabbia e disapprovazione.

«La pseudo mascherina fatta con materiale dei pannolini è veramente un obbrobrio»

«Come ADL Cobas nei prossimi giorni formalizzeremo al Prefetto di Milano lo stato di agitazione di tutte le strutture della Sanità Pubblica, Privata e delle RSA della Regione Lombardia, chiediamo a tutti i sindacati conflittuali di promuoverlo congiuntamente, sciopereremo se riapriranno le attività produttive, per chiedere le dimissioni di Fontana e Gallera, per rendere obbligatori i tamponi a tutti gli operatori e un riconoscimento economico straordinario di 1000 euro al mese per ogni operatore che sta combattendo nelle strutture sanitarie», ha concluso Riccardo Germani sul suo profilo social. La reazione del sindacalista vi pare esagerata?  Il video pubblicato sempre su Facebook da Giorgio Arca, che spiega: «Non l’avevo ancora vista e sono riuscito a recuperarne una. La pseudo mascherina fatta con materiale dei pannolini è veramente un obbrobrio. Per indossarla bisogna infilarla dalla testa perché senza lacci, non rimane fissa, lascia il naso senza protezione ma per spiegarlo meglio ho fatto un video, come potete vedere e dove si evidenzia l’inutilità!». Poi l’appello: «Mi rivolgo alla giunta Regionale, vi presentate in televisione per vantare i medici e infermieri per il grande lavoro che fanno, ma non li mettete in condizione di operare in sicurezza e questa pseudo mascherina lo dimostra. Il personale sanitario vuole i dispositivi idonei per curare i cittadini colpiti da Covid-19».




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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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domenica 18 febbraio 2018

Sinistra per la Lombardia Risponde



Sinistra per la Lombardia Risponde


INCONTRO COI PARTITI 
PRIMA DELLE ELEZIONI

Quali sono le politiche, i programmi e gli impegni che i vari soggetti politici/partiti intendono adottare per fronteggiare i problemi del lavoro, welfare e previdenza.


INCONTRO COI PARTITI PRIMA DELLE ELEZIONI


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Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
Scrivici : 
  movdirdisoccupati(@)libero.it 



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