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venerdì 26 marzo 2021

Covid-19, teenager rifiuta 8 milioni di dollari

Covid-19, teenager rifiuta 8 milioni di dollari



Inventa sito mondiale di tracciamento del Covid-19, 
teenager rifiuta 8 milioni di dollari: "Non voglio approfittare"

A 17enne è diventato famoso in tutto il mondo per il suo sito di tracciamento del Covid-19 e di aggiornamento in tempo reale della sua diffusione, creato già a dicembre 2019. Ma il business non è il suo mestiere. Per questo Avi Schiffmann, studente dello Stato di Washington, ha rifiutato 8 milioni di dollari che gli erano stati offerti in cambio della sua creatura (ncov2019.live), che oggi conta 30 milioni di utenti giornalieri. "Non voglio approfittarne", ha dichiarato. Dopo aver detto no anche a un posto alla Microsoft e a una pioggia di investimenti pubblicitari.

"Ho solo 17 anni, non mi servono 8 milioni di dollari, non voglio diventare uno speculatore", ha dichiarato il 17enne alla stampa. "Molti mi dicono che rimpiangerò questa decisione, ma ho altri piani per il futuro", ha aggiunto. 

Da quando il suo sito è online, oltre 700 milioni di utenti unici lo hanno visitato. E invece che affidarsi alle entrate pubblicitarie, Schiffmann ha preferito aprire una sottoscrizione volontaria, pur di mantenere la sua autonomia.




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sabato 17 ottobre 2020

Morto di Covid-19 negli Stati Uniti

morto di Covid-19 negli Stati Uniti



Ieri notte é morto di Covid-19 negli Stati Uniti, un mio amico. Viveva in Florida e percepiva una pensione-sussidio che gli permetteva di vivere peró non era sufficiente per pagare un'assicurazione medica. Non so se questo gli sia costato la vita. Peró certamente ne ha impedito l'ospedalizzazione. É morto in casa, senza cure.

Questo é il sistema sanitario americano. Un sistema che la sofferta legge di Obama, definita Obama-Care aveva cercato di migliorare e che, successivamente, Trump si é impegnato a smantellare, motivato dalle centinaia di milioni di dollari che le imprese assicuratrici statunitensi e il sistema privato di ospedali e cliniche, gli hanno generosamente garantíto durante la scorsa campagna elettorale.

Negli USA se non hai soldi, muori. Nessuno ti cura. Nessuno ti accetta nella sua clinica. Nessuno ti permette un ricovero ospedaliero. Nessuno riabilita il tuo bimbo disabile. Nessuno ti regala le medicine. Nessuno ti fa un trapianto. 
Nessuno ti fa la chemio se hai un cancro. Nessuno, nessuno, nessuno.

Negli USA ad oggi sono morte 219.000 persone. La maggior parte delle morti hanno colpito i settori piú deboli della popolazione statunitense: latini, afroamericani, homeless, poveri in generale. Le scellerate scelte di Trump sul covid, le ripetute dichiarazioni negazioniste hanno reso piú facile la penetrazione del virus e chi ne ha pagato maggiormente le spese, sono stati i piú deboli. Quelli, per capirci, che devono uscire di casa per forza per guadagnare.
 Quelli che vivono alla giornata. Un giorno dietro l'altro.

Questi sono i riferimenti ideologici del nostro capitone. Questi sono i suoi (e dei suoi colleghi della lega) obiettivi sulla sanitá italiana (peraltro ampiamente messi in pratica nelle Regioni in cui governano). Nessuna legge potrá mai essere concepita da questa parte politica in nome della difesa dei deboli. Non é escluso che Trump, alla prima occasione, 
indossi una mascherina con sopra scritto Salvini.

G. S.




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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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domenica 4 ottobre 2020

Intubato


Intubato


"Sono stato in rianimazione.
Avevo confuso i sintomi e sono arrivato all’ultimo stadio.
Ho affidato il mio corpo completamente nelle mani dei medici.
Potevo muovere solo gli occhi.
Ero a un passo dalla fine.
Qualcuno mi ha trasmesso il virus, 
probabilmente mentre ero al supermercato. Purtroppo,
 una laringite ha falsificato i sintomi. Avevo la febbre alta, non stavo bene.
Ho comprato un pulsometro per misurare l’ossigenazione del sangue.
Una mattina ho sentito una maggiore difficoltà nel respiro 
e dopo poche ore l’ossigenazione era crollata.
Sono corso in ospedale.
Mi hanno tolto tutto, anche la fede nuziale.
Ho pensato che sarebbe stata l’ultima cosa che avrebbero avuto le mie figlie e mia moglie. Non avrebbero potuto piangere neanche il corpo.
Ho attaccato il virus a mia moglie, la più grave anche se non è stata ricoverata e alle tre mie figlie: la più piccola asintomatica, la seconda con la mancanza di gusto e olfatto, la più grande con febbre alta.
Adesso (adesso che sono guarito) tutto è più bello, sono felice.
Ogni respiro è più bello".

Mettete le Mascherine



Raccontare queste storie non significa fare terrorismo: significa ricordarci che dobbiamo essere maturi e pensare che una cavolata, una disattenzione qualunque, potrebbe portare noi e chi amiamo a pagare un prezzo altissimo.
Stiamo attenti, che ne beneficiamo tutti.

Mettete le Mascherine


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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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giovedì 27 agosto 2020

Flavio Briatore è Positivo al Covid-19



Flavio Briatore è Positivo al Covid-19

#Briatore aveva detto in TV di averla già avuta ( Covid )
 e che si era curato con la #Tachipirigna ...

Lo rivela l’ospedale San Raffaele presso cui è ricoverato.

Prima 6.
Poi 11.
Adesso 52.

No, non sono i numeri del Lotto. 
Sono i numeri dei dipendenti del Billionaire risultati positivi al Covid-19.

Mentre Briatore, cioè, si godeva lo champagne a Montecarlo, i suoi lavoratori si ammalavano.

Mentre lui rilasciava dichiarazioni incredibili contro il sindaco di Arzachena, il suo locale diventava a tutti gli effetti un focolaio.

Mentre il piccolo bar di periferia rischia la chiusura per mancanza di distanziamento, i privilegiati si salvano grazie al loro nome altisonante.

Altro che migranti.

Quando la si smetterà di dar spazio a gente simile sui giornali?
Quando la si smetterà di chiedere l'opinione medico-scientifica di un imprenditore privo non solo della benché minima etica ma anche delle conoscenze necessarie per potersi esprimere?

Perché il saldo da pagare di chi conosce il prezzo di tutto
 e il valore di niente a pagarlo siamo unicamente noi.

Noi e quei lavoratori, la cui vita non è un numero del Lotto.


Ma chi lo avrebbe mai detto?

Mentre siamo qui a dare ascolto alle improbabili diagnosi cliniche della dottoressa Santanché (roba da far impallidire la “nipote di Mubarak”), ricordiamo che il signore qui sotto, prima di presentarsi all’ospedale con una sospetta prostatite e una sicura positività al Coronavirus, ha lasciato dietro di sé 60 dipendenti contagiati, di cui uno in terapia intensiva, una scia incalcolabile di piccoli o grandi focolai e una quantità incommensurabile di insulti, sciocchezze sesquipedali
 e offese a chiunque osasse parlare di virus.

Perché la verità - una volta finito lo show e spente le telecamere - è che la gente come Briatore si ammala, si fa curare dagli amici privati e, dopo un po’ di strizza, risale a bordo del suo yacht a Montecarlo, pronto a tornare a fregarsene di tutto e di tutti, come ha fatto per una vita intera.

Ma i danni provocati dalle sue idee, le sue azioni, la sua tracotante superbia, quelli restano.
E sono sempre gli stessi a pagarli.

È colpa del vento sardo. E della prostatite mocciolosa.

Flavio Briatore, in una (sua) patetica intervista al Corriere di oggi in cui l’intervistatrice sembra quasi credergli, dice che lui è andato in ospedale per una prostatite e “«Intanto che ero qui, ho fatto il tampone e ancora non so se sono positivo”. 
“Può darsi che sia positivo, coi venti forti della Sardegna”...
Alla domanda sulla polmonite sorvola. Non risponde praticamente a nulla.

Quindi: a) ora potrà dire che lui non ha proprio pensato al Covid perché aveva un’altra patologia e se la sfanga dall’accusa di aver sottovalutato i sintomi del Covid. Non ci ha proprio mai pensato, porello, mica avrebbe mai messo a rischio amici, clienti, dipendenti. (Ah, il barman del Billionaire è in terapia intensiva. Per lui manco mezza parola. Gli auguri glieli facciamo noi) Fatto sta che il tampone chi torna dalla Sardegna dopo aver frequentato locali dovrebbe farlo subito e non “intanto che ero qui mi hanno fatto il tampone”. Lui martedì non ha ancora neppure i risultati, bizzarro.

b ) mica ha viaggiato tra Sardegna, Italia e Montecarlo, facendo una capatina nei suoi locali a Montecarlo, pensando che quei sintomi potessero essere Covid. È la prostata. La famosa prostata che dà come sintomi il raffreddore di cui ha parlato nell’intervista a Porro. E che gli ha diagnosticato Zangrillo al telefono. La speciale, inedita “prostatite mocciolosa”. (Zangrillo confermerà, come accadde con la famosa uveite di Berlusconi?)

C) “Può essere che abbia il Covid, coi venti che ci sono in Sardegna”. Questa è la migliore. Non si è eventualmente contagiato per lo stile di vita avuto in Sardegna, per il focolaio scoppiato al Billionaire, no. È colpa del clima della Sardegna. Maledetta isola ventosa che oltre a spingere le vele, da quelle parti, trasporta il virus come fosse polline.
Chissà come mai non è ancora scoppiata un’epidemia tra i sardi che lavorano tutto il giorno esposti ai venti, ma magari sui campi o in cantieri o al porto o altrove. A proposito, ha chiuso anche il suo Cipriani a Montecarlo per alcuni dipendenti contagiati. Ammazza come tira forte il vento sardo.

Dunque, non si assume responsabilità di alcun tipo, Briatore svicola.

Ora, ieri s’era detto che magari Briatore avrebbe imparato qualcosa da questa brutta vicenda.
A quanto pare ha imparato qualcosa, sì. Che laddove non ci si può giocare la carta dell’arroganza, ci si gioca quella della fuga.




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