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giovedì 21 gennaio 2021

Stanley Gusman Negazionista Morto

Stanley Gusman Negazionista Morto di Covid



Lui è, anzi era, Stanley Gusman
Volto noto della tv brasiliana, era salito alla ribalta per le sue posizioni negazioniste 
nei confronti della pandemia di Covid-19. 
Gusman si era scagliato contro il sindaco di Belo Horizonte, Alexandre Kalil, reo a 
suo giudizio di aver consigliato di evitare riunioni familiari a Natale.
“Andrò dai miei genitori a Natale”, aveva replicato in tivù come certi “giornalisti” 
italiani. “Non li ucciderò per questo. Credo sia una mancanza di rispetto da parte 
del sindaco: non si impicci della mia famiglia. Difenderò mio padre e mia madre”.
Gusman aveva 49 anni. È morto ieri notte. Di Covid.



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mercoledì 25 novembre 2020

Diego Armando Maradona è Morto

Diego Armando Maradona è Morto


Addio Diego, il più grande di tutti. Era già un mito, ora è eterno

Se ne è andato l’artista del pallone, l’anima della sua Argentina e di quella Napoli che ha sempre adorato. Pur con tutte le sue contraddizioni, è stato un eroe per tanti, soprattutto gli ultimi

È resuscitato più volte nella sua vita spericolata. Stavolta non ce l’ha fatta e il mondo piange il più grande di tutti con un pallone fra i piedi, ma anche con qualsiasi oggetto sferico.

Diceva Michel Platini, uno che l’ha sfidato tante volte e di sicuro ha un’alta considerazione di se stesso: “Quel che io faccio con un pallone Maradona lo fa con un’arancia”. Populista, peronista, castrista, seguace di Che Guevara, anima di Buenos Aires e cuore di Napoli. Diego è stato questo e tanto altro, impossibile in poche righe inquadrare uno dei pochi miti veri, raccontato in libri, film, serie tv e rotocalchi. Mito in vita, mentre da Che Guevara a James Dean, altri sono morti giovani, diventando dopo personaggi letterari.


  Ha sopportato il peso di tutto questo - perché non è facile essere Diego Armando Maradona - senza aver mai paura della folla, della sua gente, che a volte lo travolgeva. Lui è stato unico in tutto. Perché ai tempi di Pelè non c’erano abbastanza immagini perché i giovani d’oggi ne abbiano una memoria approfondita. Mentre i campioni odierni, dai Messi ai Ronaldo, hanno una regia marketing per ogni clip postata, studiata a tavolino. Maradona no. Lo trovi a giocare su un campo sterrato di Acerra rischiando le gambe per aiutare un bimbo malato, o riscaldarsi a Stoccarda, prima della finale vinta di Coppa Uefa, palleggiando con un bimbo. E rimani affascinato guardando quelle magie e quella gioia, perfettamente scandita da “Live is life”. Lui la sua l’ha vissuta in maniera profonda, cadendo e rialzandosi senza mai avere vergogna di mostrarsi. Scendendo negli inferi della dipendenza, rialzandosi sempre con dignità, mai nascondendosi. In quest’ultimo, complicato, periodo della sua vita è riuscito in un altro dei suoi capolavori. Ha messo insieme idealmente tutti i suoi figli, facendo in modo che diventassero fratelli. Dalma e Gianinna, con Diego Fernando, Jana e il napoletano Diego jr. Diverse le madri, diverso il carattere, unico l’amore per un padre perdonato e amato. Perché a loro ha saputo chiedere scusa per la vita spericolata. Sarà per questa sua manifesta imperfezione, in contrasto aspro con la perfeziona divina sul campo, che la gente lo adora e lo venera,
 addirittura c’è chi lo prega come una divinità.

Mano de Dios

Mano de Dios

   Ha vinto un Mondiale favoloso nel 1986, generando letteratura come nessun altro terrestre con la pelota. La simbologia di una guerra all’Inghilterra, per le Malvinas, vinta con la “Mano de Dios” e il gol del secolo. Lì l’uomo diventa eroe per l’eternità, sublimando un’Argentina che vive un momento fra i più alti della sua storia. E i Mondiali vinti potrebbero essere tre, con quella discussa finale persa nel ‘90 contro la Germania, a Roma, e poi quella estromissione nel ‘94 ad opera della Fifa: usato come figurina e poi scaricato quando si teme che la sua Argentina possa vincere.

   Nessuna città si è mai identificata tanto come Napoli con Diego, somigliandosi in tutte le contraddizioni. Famiglia e amanti. Bellezza e spreco. Amore e droga. Sullo sfondo il riscatto per gli ultimi, la lotta contro i padroni, del calcio e non solo. Il no alla Juve. Diego ha vissuto la città sino in fondo, scendendo negli inferi, nelle zone più buie. Ma regalando il periodo più solare. A volte si fermava con la macchina in una curva panoramica di Posillipo, si godeva il panorama sul Golfo e ringraziava Dio per quella fortuna. Diceva: “A Napoli ho passato sette anni, ma nel mio cuore contano il triplo per il legame che ho con quella splendida gente”. Cui ha portato due scudetti, una Coppa Uefa, una Supercoppa, una Coppa Italia e soprattutto la felicità di recarsi alla domenica a Fuorigrotta sapendo di assistere ogni volta a qualcosa di straordinario. Ha vinto anche al Boca e a Barcellona qualcosa, ma nulla che possa essere paragonato all’intensità di quanto successo a Napoli. Oggi c’è una generazione di Diego Armando, ormai ultratrentenne, che potrà tramandare quelle gesta, che vivono in ogni angolo della città.

Da un murale a un altarino. Perché a Napoli e non solo è stato anche per una generazione unità di misura. Se facevi qualcosa di straordinario nella tua vita eri “a livello Maradona”. Se la sparavi grossa subito ti rispondevano: “E chi ti credi di essere? Maradona?”. Ora che ha raggiunto gli adorati genitori Doña Dalma e Don Diego, magari non sentiremo più i benpensanti che per una vita lo hanno giudicato e condannato. Adesso di Diego resterà la favola dell’eroe che infiammò una nazione e rese felici i napoletani. Ma è tutto vero.
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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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sabato 17 ottobre 2020

Morto di Covid-19 negli Stati Uniti

morto di Covid-19 negli Stati Uniti



Ieri notte é morto di Covid-19 negli Stati Uniti, un mio amico. Viveva in Florida e percepiva una pensione-sussidio che gli permetteva di vivere peró non era sufficiente per pagare un'assicurazione medica. Non so se questo gli sia costato la vita. Peró certamente ne ha impedito l'ospedalizzazione. É morto in casa, senza cure.

Questo é il sistema sanitario americano. Un sistema che la sofferta legge di Obama, definita Obama-Care aveva cercato di migliorare e che, successivamente, Trump si é impegnato a smantellare, motivato dalle centinaia di milioni di dollari che le imprese assicuratrici statunitensi e il sistema privato di ospedali e cliniche, gli hanno generosamente garantíto durante la scorsa campagna elettorale.

Negli USA se non hai soldi, muori. Nessuno ti cura. Nessuno ti accetta nella sua clinica. Nessuno ti permette un ricovero ospedaliero. Nessuno riabilita il tuo bimbo disabile. Nessuno ti regala le medicine. Nessuno ti fa un trapianto. 
Nessuno ti fa la chemio se hai un cancro. Nessuno, nessuno, nessuno.

Negli USA ad oggi sono morte 219.000 persone. La maggior parte delle morti hanno colpito i settori piú deboli della popolazione statunitense: latini, afroamericani, homeless, poveri in generale. Le scellerate scelte di Trump sul covid, le ripetute dichiarazioni negazioniste hanno reso piú facile la penetrazione del virus e chi ne ha pagato maggiormente le spese, sono stati i piú deboli. Quelli, per capirci, che devono uscire di casa per forza per guadagnare.
 Quelli che vivono alla giornata. Un giorno dietro l'altro.

Questi sono i riferimenti ideologici del nostro capitone. Questi sono i suoi (e dei suoi colleghi della lega) obiettivi sulla sanitá italiana (peraltro ampiamente messi in pratica nelle Regioni in cui governano). Nessuna legge potrá mai essere concepita da questa parte politica in nome della difesa dei deboli. Non é escluso che Trump, alla prima occasione, 
indossi una mascherina con sopra scritto Salvini.

G. S.




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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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lunedì 18 maggio 2020

Giulietto Chiesa

Giulietto Chiesa


Morto Giulietto Chiesa , raccontò la fine dell'Unione Sovietica Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo settembre. E' stato stato corrispondente da Mosca per l'Unità e la Stampa, oltre che per il Tg1 e Tg3. Vauro: "Morto un uomo ancora capace di piangere per gli orrori della guerra.
I suoi occhi sono un po' anche i miei".


26 aprile 2020 È morto Giulietto Chiesa, ex dirigente del Pci, ex europarlamentare e giornalista. Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo settembre. Chiesa è stato corrispondente da Mosca per l'Unità e la Stampa, oltre che per il Tg1, Tg3, e Tg5 raccontando la fine dell'Unione Sovietica. Una tematica ripresa in diversi saggi, analizzando il passaggio dall'Urss comunista alla Russia moderna, con la leadership di Putin. Nel 1980 entra a L'Unità.

Nel 1980, Chiesa entra a "L'Unità", la quale lo manda a Mosca per le Olimpiadi 1980 al posto del corrispondente Carlo Benedetti.

E proprio a Mosca, il giornalista si stabilisce con la compagna. Impara la lingua russa e, grazie alle competenze politiche maturate nel partito diventa uno dei più stimati "cremlinologi" degli anni della glasnost' e perestrojka di Michail Gorbacëv, stringendo rapporti con dissidenti riabilitati come Roj Medvedev e Lev Karpinskij. Alla fine del decennio Chiesa scrive per "La Stampa". Ma sono diverse le testate con cui in questi anni, Chiesa ha collaborato. Da 'Galatea', 'Megachip, MicroMega', a 'Il manifesto', 'Latinoamerica'. In Russia ha tenuto per diversi anni una rubrica fissa sul settimanale Kompanija (foglio edito dai circoli degli imprenditori).

Nel 2004 viene eletto al Parlamento europeo Giulietto Chiesa ha avuto anche una parentesi politica. Nel 2003 aderisce, da indipendente, all'alleanza politica fra Antonio Di Pietro e Achille Occhetto ed è candidato alle Elezioni europee del 2004 (Italia) per la lista "Di Pietro - Occhetto, società civile". Chiesa raccoglie oltre 14.000 preferenze nella circoscrizione Nord Ovest, quasi ottomila nel Nord Est e 11.988 al Centro. Viene eletto al Parlamento europeo per la circoscrizione Nord-Ovest in sostituzione di Occhetto, che opta per mantenere il seggio al Senato.  In seno al Parlamento europeo è stato nominato, dal 2005 al 2007, vicepresidente della Commissione per il commercio internazionale, membro della Commissione per la cultura e l'istruzione, della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa, della Delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare Ue-Russia, della Delegazione alle commissioni di cooperazione parlamentare Ue-Kazakistan, Ue-Kirghizistan e Ue-Uzbekistan e per le relazioni con il Tagikistan, il Turkmenistan e la Mongolia.

1989-1990- Fellow del Kennan Institute for Advanced Russian Studies Dal 1º settembre 1989 al 1º agosto 1990 Chiesa è fellow del Kennan Institute for Advanced Russian Studies, al Woodrow Wilson International Center for Scholars di Washington, per il progetto Democratization of Soviet Society: Problems and Possibilities.

 I suoi libri. Da "L'Urss che cambia" a "Cronaca del golpe rosso" Chiesa è autore di diversi libri. Ricordiamo: "Obiettivo Teheran. Il blitz di Carter e i suoi retroscena"; "L'Urss che cambia", con Roy Medvedev"; "La rivoluzione di Gorbacev. Cronaca della perestrojka", ancora con Roy  Medvedev; "Transizione alla democrazia. La nascita delle forze politiche in Urss" e "Cronaca del golpe rosso". Tra le pubblicazioni più recenti:  "È arrivata la bufera". 

Blog e Pandoratv.it Negli ultimi anni, Chiesa Giulietto Chiesa ha curato un blog, dapprima personale, poi ospitato sul sito del "Fatto Quotidiano". Nel 2014, ha fonda Pandoratv.it, televisione on line, nella cui redazione multimediale ha svolto il ruolo di coordinatore.

Vauro: "Morto un uomo ancora capace di piangere per gli orrori della guerra" Vauro Senesi - dando la notizia sui profili social - scrive: "Non riesco ancora a salutarlo. Ricordo i suoi occhi lucidi di lacrime, a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. È morto un uomo ancora capace di piangere per l'orrore della guerra. I suoi occhi sono un po' anche i miei".




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