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mercoledì 11 novembre 2020

La Danimarca Abbatterà 17 Milioni di Visoni

La Danimarca Abbatterà 17 Milioni di Visoni


 “Trasmettono 
un ceppo mutato 
del Coronavirus”


In Danimarca il primo ministro Mette Frederiksen ha annunciato che tutti i visoni di allevamento del paese saranno uccisi per il timore che una mutazione del coronavirus renda meno efficaci i futuri vaccini contro il virus negli umani. Secondo il governo almeno 12 persone sono state infettate dal coronavirus con la mutazione trovata nei visoni.



La Danimarca ha deciso di abbattere tutti i visoni d'allevamento sul suo territorio nazionale perché avrebbero trasmesso a 12 persone nella regione dello Jutland una mutazione del Covid-19 minacciando l'efficacia di un futuro vaccino per l'uomo. Lo ha annunciato il primo ministro danese Mette Frederiksen, dicendo che tale abbattimento di massa "è necessario". La mutazione del virus trasmessa dai visoni non ha effetti gravi sugli uomini ma diminuisce l'efficacia degli anticorpi umani, minacciando quindi la realizzazione di un vaccino contro il Coronavirus. Secondo il primo ministro danese, continuare ad allevare visoni implicherebbe un rischio molto più alto per la salute pubblica, sia in Danimarca che all'estero. "È una decisione che noi come governo, prendiamo con il cuore pesante. Vorrei esprimere la mia vicinanza agli allevatori di visoni danesi. Molti di voi perdono il lavoro della vita", ha spiegato Frederiksen annunciando l'abbattimento di massa e facendo riferimento alle raccomandazioni delle autorità sanitarie nazionali. Per il capo della polizia nazionale Thorkild Fogde, l'abbattimento "dovrebbe accadere il prima possibile".




Vanno abbattuti tutti gli esemplari presenti in Danimarca – La Danimarca è uno dei più grandi esportatori di pelliccia di visone del mondo insieme alla Cina e nei suoi allevamenti vivono tra i 15 e i 17 milioni di visoni. Nelle scorse settimane sono già stati uccisi gli animali di 400 allevamenti dove c’erano casi di infezione da Covid-19 o che erano molto vicini ad altri allevamenti dove ce n’erano. Il ministro della Salute Magnus Heunicke ha detto che metà dei 783 casi di contagio nelle persone nel nord della Danimarca è legata ai visoni. In Danimarca su 5,8 milioni di persone in 50.530 si sono finora contagiati con il Covid-19. I decessi legati al virus invece sono stati 729.





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giovedì 16 aprile 2020

Coronavirus, Premio da Mille Euro agli Infermieri


Bonus 'Fermiamolo insieme' al personale Covid   di tutte le strutture del Gruppo San Donato



Bonus 'Fermiamolo insieme' al personale Covid 
di tutte le strutture del Gruppo San Donato.

di NICOLA PALMA

Milano, 16 aprile 2020 - Un bonus da mille euro per gli infermieri in prima linea contro il coronavirus. E lo stesso incentivo, da 500 euro, per gli operatori socio-sanitari (Oss). Così il Gruppo San Donato ha scelto di premiare il personale che in queste settimane di strenua lotta alla pandemia sta lavorando senza sosta per curare i pazienti Covid-19: il contributo extra, denominato "Fermiamolo insieme", riguarderà tutti coloro che hanno prestato servizio nel mese di marzo
 e verrà erogato con lo stipendio di aprile.

L’iniziativa, che stando a quanto risulta al Giorno è stata presa direttamente dalla famiglia Rotelli, coinvolgerà tutte le 19 strutture del gruppo: dal San Raffaele al Policlinico San Donato, dal Galeazzi agli ospedali della Bergamasca. L’obiettivo: riconoscere lo sforzo che i dipendenti hanno prodotto e stanno producendo in questa emergenza sanitaria senza precedenti. Finora misure del genere erano state prese solo da enti pubblici: la Regione Emilia Romagna ha destinato mille euro a medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari, mentre la Regione Lazio ha sottoscritto un accordo coi sindacati che riconosce un bonus da 600 a mille euro "per tutti coloro che sono impegnati contro l’epidemia di Covid-19"; e un provvedimento simile è allo studio anche in Liguria. Il Gruppo San Donato è il primo privato a prendere questa decisione, della quale beneficeranno 6mila lavoratori.

Come detto, il bonus verrà erogato anche ai dipendenti del San Raffaele, anche se in via Olgettina l’annuncio della dirigenza ha indirettamente generato una polemica sindacale. Secondo quanto ricostruito, il 9 aprile il management dell’ospedale ha incontrato in videoconferenza i rappresentanti di sindacati e Rsu per discutere, tra le altre cose, dell’avvio della procedura per il Fondo integrativo salariale (Fis), un ammortizzatore sociale previsto per le aziende che non possono accedere alla cassa integrazione ordinaria, per 782 impiegati amministrativi. Il motivo: la riduzione del 41% dell’attività ambulatoriale e dei ricoveri ordinari, con uno scenario ipotizzato come peggiore rispetto al 2012, quando il centro clinico rischiò il crac. In prima battuta, i delegati hanno chiesto il ritiro della procedura (che l’azienda può far partire anche senza accordo), e al “no“ della controparte hanno messo tre paletti: l’integrazione salariale da parte dell’azienda della differenza tra l’assegno Fis e la retribuzione reale, la riduzione della percentuale di Fis dal 60 al 40% (sotto il 50% si maturano ferie, tredicesima, tfr e salario accessorio) e l’anticipo dell’assegno da parte del San Raffaele, per evitare di attendere i tempi dell’Inps. Le ultime due istanze sono state accolte.

Il giorno dopo, venerdì 10, la dirigenza ha comunicato in apertura di incontro la decisione della proprietà di erogare i bonus per infermieri e Oss dei reparti Covid-19. A quel punto, i delegati – pur concordando sul fatto che i lavoratori impegnati nella lotta al coronavirus (compresi quelli dei servizi diagnostici e dei laboratori) hanno diritto a un riconoscimento economico – hanno chiesto di nuovo il ritiro del Fis, sostenendo che l’erogazione extra rendesse non più credibili le affermazioni sulle paventate "difficoltà economiche". La riunione si è chiusa con un nulla di fatto. Quindi, premi confermati e Fis applicato al 40% per due giorni a settimana e per due mesi (come previsto dal decreto "Cura Italia"), con posticipo della procedura al 20 aprile 2020. "Siamo convinti che occorre evitare la guerra tra poveri – la presa di posizione del Sgb –. L’amministrazione ha voluto spaccare il comparto con un’elargizione per categorie".




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