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venerdì 26 marzo 2021

Lo Schiaffo di Obama a Trump

 
Lo Schiaffo di Obama a Trump


Discorso per i diplomandi della classe del 2020: 
via Internet, causa coronavirus. 
Ecco il testo integrale

di BARACK OBAMA

Non potrei essere più orgoglioso di tutti voi della classe dei diplomandi del 2020 - così come degli insegnanti,  degli istruttori, e soprattutto dei genitori 
e delle famiglie che vi hanno guidato lungo il cammino.

Oggi ottenere un diploma è un grande risultato in ogni circostanza. Alcuni di voi hanno dovuto superare gravi ostacoli lungo il percorso, sia che si trattasse di una malattia, di un genitore che ha perso il lavoro, o del fatto di vivere in un quartiere dove troppo spesso si viene esclusi. Oltre alle solite sfide legate alla crescita, tutti voi avete dovuto affrontare le pressioni ulteriori dei social media, i resoconti allarmanti di sparatorie nelle scuole e lo spettro del cambiamento climatico. E poi, proprio mentre stavate per festeggiare il traguardo raggiunto, proprio mentre non vedevate l'ora di partecipare alle serate e ai balli di fine anno, alle cerimonie di consegna dei diplomi   e, diciamocelo pure,  a una gran quantità di altre feste, il mondo è stato messo sottosopra da una pandemia globale. E per quanto sono sicuro che amiate i vostri genitori, scommetto che essere bloccati a casa con loro e passare il tempo a giocare a giochi da tavolo o a guardare Tiger King in TV non è esattamente quel che  vi eravate immaginati negli ultimi mesi del vostro ultimo anno di studi.
 
Ora, voglio dirvi sinceramente che le delusioni di non poter partecipare a cerimonie di proclamazione dal vivo passeranno in fretta. Non ricordo molto del mio diploma di scuola superiore. So che non dover stare seduto ad ascoltare un discorso inaugurale non è poi così male - il mio di solito va avanti troppo a lungo. Inoltre, non sono molte le persone che stanno bene con quei cappelli di circostanza, specialmente se hai le orecchie grandi come le mie. Avrete un sacco di tempo per raggiungere i vostri amici una volta che la crisi sanitaria che stiamo attraversando sarà passata.
 
Ma resta il fatto, innegabile, che il vostro  diploma segna il vostro passaggio all'età adulta - il momento in cui iniziate a prendere in mano la vostra vita. È il momento in cui potrete decidere cosa è importante per voi: il tipo di carriera che vorrete intraprendere. Con chi vorrete costruire una famiglia. I valori con cui vorrete vivere. E data la situazione attuale del mondo, questo può mettere un po' di paura.

Se avevate programmato di andare all'università, di essere accompagnati in un campus in autunno, questa non è più una certezza. Se avevate intenzione di lavorare mentre andavate a scuola, trovare quel primo lavoro sarà più difficile. Anche le famiglie relativamente benestanti sono alle prese con una grande incertezza. Quelle che prima erano in difficoltà adesso sono appese a un filo.
 
Tutto questo significa che dovrete crescere più velocemente di altre generazioni. Questa pandemia ha scosso lo status quo e ha messo in luce molti dei problemi profondi  del nostro Paese: dalle forti disuguaglianze economiche alle persistenti disparità razziali e alla mancanza di assistenza sanitaria di base per le persone che ne hanno bisogno. Ha risvegliato in molti giovani la consapevolezza del fatto che i vecchi modi di fare le cose non funzionano e basta; che non importa quanti soldi si guadagnano se tutti quelli che ci circondano sono affamati e malati; e che la nostra società e la nostra democrazia funzionano solo quando pensiamo non solo a noi stessi, ma anche gli uni agli altri.
 
Si è alzato inoltre il sipario su un'altra dura verità, qualcosa che tutti noi dobbiamo alla fine accettare una volta che la nostra infanzia è giunta al termine. Tutti quegli adulti che voi pensavate fossero al comando e sapessero cosa stavano facendo, a quanto pare non hanno tutte le risposte ai problemi. Molti di loro non si pongono nemmeno le domande giuste. Quindi, se il mondo migliorerà, dipenderà da voi.
 
Questa consapevolezza può mettere un po' di timore.  Ma io spero che possa essere anche stimolante. Con tutte le sfide che il nostro Paese deve affrontare in questo momento, nessuno può dirti "sei troppo giovane per capire" o "si è sempre fatto  così". Perché con così tanta incertezza, con tutto quel che viene rimesso improvvisamente in discussione, questo è il mondo che la vostra generazione si ritroverà a dover plasmare. Io ormai sono uno della vecchia generazione e non vi dirò cosa fare di questo potere che sta nelle vostre mani. Ma vi lascio con tre brevi consigli.
 
Primo, non abbiate paura. L'America ha già attraversato momenti difficili: la schiavitù, la guerra civile, la carestia, le malattie, la Grande Depressione e l'11 settembre. E ogni volta ne siamo usciti più forti, di solito perché una nuova generazione, giovani come voi, ha imparato dagli errori del passato e ha capito come migliorare le cose.
 
Secondo, fate quello che pensate sia giusto. Fare quello che si ha voglia di fare, quel che è comodo, facile: i bambini piccoli ragionano così. Sfortunatamente, anche molti cosiddetti adulti - inclusi alcuni che hanno  qualifiche prestigiose e lavori importanti - ragionano così, 
ed è per questo che le cose vanno così male. 

Spero che invece voi decidiate di  ispirarvi a valori duraturi come l'onestà, l'impegno, la responsabilità, la correttezza, la generosità, il rispetto per gli altri. Non ci riuscirete ogni volta, farete degli errori come tutti noi. Ma se ascoltate la verità che è dentro di voi, anche quando è difficile, anche quando è scomoda, gli altri  se ne accorgeranno. Volgeranno verso di voi la loro attenzione. E così  sarete parte della soluzione invece di essere parte del problema.
 
E infine, costruite una comunità. Nessuno fa grandi cose da solo. In questo momento, quando la gente ha paura, è facile essere cinici e dire: "voglio pensare solo a me stesso, o alla mia famiglia, o alle persone che mi assomigliano o pensano e pregano come me". Se vogliamo superare questi tempi difficili, se vogliamo creare un mondo in cui tutti abbiano la possibilità di trovare un lavoro e di permettersi di andare all'università, se vogliamo salvare l'ambiente e sconfiggere le future pandemie, allora dobbiamo farlo insieme. Quindi siate sensibili alle lotte degli altri. Difendete i diritti di tutti. Lasciatevi alle spalle tutti i vecchi modi di pensare che ci dividono - sessismo, pregiudizi razziali e sociali, avidità - e intraprendete una strada  diversa.
 
Quando avrete bisogno di aiuto, sappiate che  Michelle ed io abbiamo assegnato alla nostra Fondazione il compito di  fornire ai giovani come voi le competenze e il sostegno per guidare le vostre comunità e per mettervi in contatto con altri giovani leader in tutto il paese e nel mondo.
 
Ma la verità è che non avrete bisogno di noi per dirvi cosa fare.
 
Perché in tanti modi, avrete già iniziato a svolgere un ruolo di guida.
 
Congratulazioni, Classe 2020. Continuate a renderci orgogliosi.



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lunedì 25 gennaio 2021

Trump ha Graziato 143 persone

Trump ha Graziato 143 persone


Tra cui Steve Bannon, suo ex consigliere e stratega, ed Elliott Broidy, 
uno dei principali donatori del partito Repubblicano

Nella tarda serata di martedì, a poche ore dall’insediamento del presidente-eletto Joe Biden, Trump ha concesso la grazia a 143 persone, che in diversi casi hanno avuto legami con lui o con la sua amministrazione. Tra queste c’è Steve Bannon, ex consigliere e stratega di Trump e noto attivista di estrema destra, che lo scorso agosto era stato arrestato con l’accusa di truffa e riciclaggio di denaro. Si era parlato anche dell’eventualità che Trump potesse graziarsi da solo, ma alla fine non l’ha fatto.

Nelle ultime settimane prima della fine del suo mandato, il presidente degli Stati Uniti uscente Donald Trump aveva già graziato decine di persone, tra cui criminali di guerra, alcuni suoi alleati coinvolti nel Russiagate ed ex deputati del Partito Repubblicano condannati per corruzione.

La grazia può riguardare qualsiasi tipo di reato federale e può significare una riduzione della pena o l’eliminazione di una sentenza di condanna, oppure un più ampio annullamento di tutte le conseguenze legali provocate da una condanna. Negli ultimi mesi Trump è stato accusato di aver usato il suo potere in maniera aggressiva per aggirare le sentenze dei tribunali e concedere atti di clemenza a persone a lui legate: anche a poche ore dalla scadenza del suo mandato, ovvero le 12 di mercoledì 20 gennaio (le 18 in Italia), ha fatto ricorso ai suoi poteri per graziare 73 persone e commutare la pena ad altre 70: non solo ex collaboratori o persone a lui vicine, ma anche celebrità
 e persone che stavano già scontando la pena per diversi reati.

Una delle più note che hanno ricevuto la grazia di Trump in queste ore è Bannon, che ad agosto era stato arrestato assieme ad altre tre persone con l’accusa di essersi appropriato delle donazioni che aveva raccolto per contribuire alla costruzione di un muro in un tratto del confine tra Messico e Stati Uniti, allo scopo di fermare i migranti, e doveva ancora subire il processo.

Prima di essere stato allontanato dalla Casa Bianca per vari screzi con Trump e alcuni membri della sua amministrazione, nel 2017, Bannon era stato uno dei principali consiglieri del presidente, nonché lo stratega della sua campagna elettorale. Secondo due fonti vicine al presidente uscente citate dal Washington Post, negli ultimi mesi Bannon si era riavvicinato a Trump, sostenendolo nei suoi tentativi di ribaltare il risultato delle elezioni e il presidente è stato indeciso
 fino all’ultimo sul concedergli o meno la grazia.



Tra le altre persone graziate in queste ore da Trump c’è Elliott Broidy, uno dei principali sostenitori del partito Repubblicano, che lo scorso ottobre si era dichiarato colpevole di aver esercitato pressioni sull’amministrazione Trump per conto di interessi del governo cinese e di quello malesiano. Broidy non è stato il solo Repubblicano a essere stato graziato: tra gli altri ci sono anche Rick Renzi e Robert Hayes, entrambi ex parlamentari, condannati rispettivamente per corruzione e per aver mentito all’FBI. È stato graziato anche Paul Erickson, condannato per truffa e riciclaggio per aver mentito agli investitori relativamente a una società di sviluppo petrolifero.

In queste ultime ore Trump ha graziato anche il rapper Lil Wayne, che a dicembre si era dichiarato colpevole di possesso illegale di armi relativamente a una condanna per cui si attendeva la sentenza definitiva, a fine gennaio; l’ex sindaco di Detroit, Kwame Kilpatrick, che stava scontando una pena di 28 anni di reclusione per corruzione; Sholam Weiss, che nel 2000 era stato condannato a 835 anni di carcere per truffa e crimine organizzato; Ken Kurson, un consulente politico che era editore del New York Observer quando questo era di proprietà di Kushner, il genero di Trump; ed Anthony Levandowski, ex dirigente di Google passato poi a una società acquisita da Uber, che lo scorso agosto era stato condannato a 18 mesi di carcere per furto di segreti industriali legati allo sviluppo delle tecnologie per i veicoli a guida autonoma.

Trump ha poi graziato anche William T. Walters, un ricco giocatore d’azzardo che nel 2017 era stato condannato a cinque anni di carcere per il reato di insider trading, ovvero per aver guadagnato sfruttando informazioni non di dominio pubblico. Nel 2018 Walters aveva richiesto la consulenza dell’ex avvocato di Trump, John M. Dowd: secondo quanto ha scritto il New York Times, Dowd si era vantato con Walters e altre persone che avrebbe potuto aiutarle a ricevere la grazia per via del suo rapporto stretto con Trump.




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venerdì 2 ottobre 2020

Trump e Melania sono Positivi al Covid


Trump e Melania sono Positivi al Covid



Il presidente Usa Donald Trump e anche la moglie Melania

  «Al momento stanno bene», 

ha detto il medico della Casa Bianca.

Dopo aver insultato Biden, perchè indossava sempre la mascherina in pubblico...trump e Melania 

risultano POSITIVI al VIRUS.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la moglie Melania sono positivi al coronavirus. A 

comunicarlo è stato, con un tweet, lo stesso Trump.

«Questa notte io e Melania siamo risultati positivi al Covid-19. Cominceremo il nostro processo di 

quarantena e cure immediatamente. Supereremo tutto questo insieme», ha scritto.

«Come avvenuto a troppi americani, quest’anno, io e il presidente siamo isolati a casa, dopo essere 

risultati positivi per il Covid», ha scritto Melania Trump su Twitter. 

«Stiamo bene, e ho rimandato tutti gli 

eventi in programma. Abbiate cura di voi, prestate attenzione, e supereremo tutto questo, insieme».

L’annuncio arriva a poche ore dal primo dibattito televisivo con lo sfidante democratico, Joe Biden, e 

immediatamente dopo il risultato positivo del test di Hope Hicks, una delle più strette consigliere di 

Trump, che aveva con lui partecipato alle ultime trasferte.

Hicks, 31 anni, aveva accompagnato Trump, sull’Air Force One, dopo aver assistito allo scontro 

televisivo con Biden a Cleveland, martedì 29 settembre, ed aveva seguito il leader americano in un 

comizio nel Minnesota.

Trump e Melania sono Positivi al Covid



Negli ultimi mesi, a partire dalla convention del Partito Repubblicano,
 ha organizzato incontri e comizi 

molto affollati in luoghi pubblici, dove migliaia di suoi sostenitori si sono riuniti senza distanziamento 

fisico e senza mascherine, cercando di presentare un paese in cui l’epidemia è stata superata, un virus 

che non bisogna temere (a meno di non essere «anziani con problemi di salute») e chiedendo che ogni 

attività ripartisse il prima possibile e senza restrizioni, dalle scuole ai tornei universitari di football.

Il medico della Casa Bianca ha pubblicato un primo bollettino, nel quale spiega che sia Trump, che ha 

74 anni, sia Melania, che ne ha 50, stanno bene — sarebbero dunque positivi, ma asintomatici — e 

«continuano a lavorare»: il potere, in altre parole, non passa in queste ore al vice, Mike Pence, come 

invece avverrebbe in caso di impedimento del presidente. Nel caso in cui sia a Trump sia a Pence 

risultasse impossibile lavorare per ragioni di salute, il compito sarebbe affidato alla presidente della 

Camera, Nancy Pelosi.





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FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

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martedì 29 settembre 2020

Trump Non ha Pagato Tasse per almeno 10 degli ultimi 15 anni

Trump Non ha Pagato Tasse per almeno 10 degli ultimi 15 anni


Versati solo 750 dollari nel 2016 e 2017


Il New York Times rivela che il presidente ha pagato appena 750 dollari di tasse federali sul reddito sia l’anno in cui ha vinto la presidenza sia il suo primo anno alla Casa Bianca.
 Informazioni bollate come "fake" dal tycoon

Lo scoop del New York Times arriva alla vigilia del primo dibattito tra candidati presidenziali e rovina la festa al tycoon il giorno dopo la controversa nomina della giudice Amy Coney Barrett alla Corte Suprema. Il quotidiano americano ha infatti ottenuto informazioni sulle dichiarazioni fiscali fatte negli ultimi 20 anni dal presidente americano e scoperto che Donald Trump non ha pagato tasse federali sul reddito per almeno 10 degli ultimi 15 anni, e nel 2016 e 2017 ha sborsato 
solo 750 dollari per ciascun anno.


La notizia bomba è stata pubblicata proprio nel momento in cui Trump stava per iniziare una conferenza stampa convocata per attaccare i media, rei di criticare la scelta della giudice Barrett solo – ha detto – perché è cattolica. Ma la questione è passata subito in secondo piano, con il presidente costretto a difendersi dalle domande dei giornalisti e che ha liquidato le rivelazioni del Nyt come “assolute fake news’. Secondo le carte di cui il Nyt è venuto in possesso, Trump avrebbe pagato appena 750 dollari di tasse federali sul reddito sia l’anno in cui ha vinto la presidenza sia il suo primo anno alla Casa Bianca. Avrebbe invece pagato ‘zero dollari’ in dieci degli ultimi 15 anni, soprattutto – si spiega – grazie all’escamotage di riportare molte più perdite rispetto alle somme guadagnate.


Le finanze del presidente – racconta sempre il Nyt – sarebbero poi sotto stress, con centinaia di milioni di debiti legati in gran parte alla gestione delle proprietà della Trump Organization, l’impero di famiglia. In particolare Trump sarebbe personalmente responsabile di prestiti e altri debiti per 421 milioni di dollari la cui gran parte sarebbero da rimborsare entro quattro anni. C’è di più: a complicare la situazione, spiega il Nyt, ci sarebbe anche un’annosa controversia con l’Irs, il fisco americano, per un rimborso fiscale di 72,9 milioni di dollari entrati che si sospetta Trump abbia richiesto e ottenuto dichiarando enormi perdite. Una controversia che se dovesse vedere Trump perdente potrebbe costare al presidente oltre 100 milioni di dollari.


Trump Non ha Pagato Tasse per almeno 10 degli ultimi 15 anni




Il direttore esecutivo del Nyt, Dean Baquet, ha spiegato così la decisione di pubblicare le carte: “Crediamo che i cittadini debbano sapere il più possibile dei loro leader e rappresentanti, le loro priorità, le loro esperienze e anche le loro finanze”. Trump, si ricorda, finora si è sempre rifiutato di rendere pubbliche le proprie dichiarazioni dei redditi, nonostante le richieste anche da parte del Congresso e della magistratura. “Ogni presidente dalla metà degli anni ’70 ha pubblicato le proprie informazioni fiscali – ricorda Baquet – e Trump, uno dei presidenti più ricchi della nostra storia, ha rotto con questa tradizione”.

Per i legali della Trump Organization lo scoop del Nyt è “inaccurato”: negli ultimi decenni – si spiega – il presidente ha pagato decine di milioni di dollari in tasse personali al governo federale, compresi milioni di dollari da quando ha annunciato la sua candidatura nel 2015.





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