loading...

CONDIVIDETE , grazie

Share
Visualizzazione post con etichetta Strage. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Strage. Mostra tutti i post

domenica 19 aprile 2020

Strage nelle Residenze per Anziani


FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI


Fontana scarica le responsabilità sui tecnici.
Lombardia. Malati di Covid nelle case di cura? 
Per il presidente «il controllo spettava alle aziende sanitarie»

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana

«Abbiamo fatto una delibera che è stata proposta dai nostri tecnici. Ci hanno detto che a determinate condizioni la cosa si poteva fare. Noi ci siamo adeguati». La politica che si adegua, questo vorrebbe farci credere il presidente lombardo Attilio Fontana che ieri mattina in tv ha scaricato su non meglio precisati tecnici e dipendenti regionali la responsabilità di aver mandato i pazienti Covid dagli ospedali alle Rsa lombarde. Uno scaricabarile che arriva nel pieno delle inchieste giudiziarie sulla strage nelle case di riposo lombarde.

LA FIRMA DELLA DELIBERA dell’8 marzo che ha aperto le porte delle Rsa ai pazienti Covid positivi è di Fontana e della sua giunta, a partire dall’assessore alla Sanità Gallera. «Su proposta dell’assessore Giulio Gallera» è scritto nell’incipit della delibera. Che la politica prenda decisioni sentendo i tecnici è nella prassi, assumendosene però la responsabilità pubblica. Le parole di Fontana sono uno scaricabarile vergognoso per chi governa, e diventano ciniche e crudeli nella regione che più d’ogni altra non ha saputo arginare la diffusione del coronavirus. Ciniche perché da bravo avvocato quale Fontana è, utilizza tecnicismi buoni in tribunale ma inaccettabili in politica. Crudeli perché aumentano la distanza tra chi governa e le vittime, lasciate nello sconforto da una politica che prima non è stata capace di prendersi cura dei loro cari e ora è incapace di relazionarsi al dolore. Nella sua apparizione tv Fontana scarica anche la responsabilità dei controlli nelle Rsa, «è dell’Ats – l’Azienda Territoriale Sanitaria – che si è recata sul posto e ha verificato se ci fossero le condizioni o meno». Anche queste sembrano parole pronunciato da un avvocato in tribunale.

Ovviamente non è il presidente della giunta a dover andare a controllare di persona, ma se qualcosa non sta funzionando, ed è questo il caso, deve intervenire con tutto lo sforzo materiale necessario. La Regione Lombardia non lo ha fatto, dalle Rsa operatori e personale medico hanno raccontato dell’assenza di dispositivi di protezione, di indicazioni non chiare, di mancata assistenza logistica e mancato supporto medico.

Fontana però rifarebbe tutto: «Sulle Rsa credo proprio che non abbiamo assolutamente sbagliato niente» ha detto al Tgr Lombardia. «L’Ats doveva controllare le condizioni delle delibere, ossia l’isolamento in singoli reparti e dipendenti dedicati esclusivamente a quei pazienti e, sulla base delle risultanze tecniche, abbiamo portato avanti il provvedimento». Lo rifareste? «Certamente, in quel periodo drammatico che stavamo vivendo».

NELLE RSA LOMBARDE si è consumata una strage, 1.822 i morti ufficiali, quelli reali sarebbero almeno il triplo. Nella sola provincia di Bergamo i decessi nelle Rsa sono stati circa 1.500 secondo la Cgil che ha raccolto i numeri struttura per struttura. La Lombardia ha il 12% dei morti totali nel mondo per Covid secondo l’Oms. Con la delibera dell’8 marzo la giunta lombarda chiedeva alle Rsa di ospitare Covid positivi dimessi dagli ospedali per liberare posti letto. Non era un obbligo e veniva chiesto alle strutture di isolare i pazienti Covid dagli altri.

E ci mancherebbe altro. Ma è così, dicono gli ispettori del ministero della Salute che stanno indagando su quanto accaduto al Pio Albergo Trivulzio, che il Pat è diventato un focolaio della strage silenziosa, perché la Lombardia ha violato le disposizioni nazionali che chiedevano di non far entrare nuovi ospiti nelle Rsa. «Le disposizioni prevedevano che non entrassero dall’esterno possibili soggetti contagiati» ha confermato la sottosegretaria alla salute Sandra Zampa. E se c’è una cosa, una, su cui tutti sono d’accordo dall’inizio è proprio che gli anziani sono i soggetti più a rischio e da tutelare maggiormente. Può essere stato consigliato male Fontana,
 ma la responsabilità politica delle scelte è sua.

QUELLO DELLE RSA è anche un sistema economico.
 A chi ha accolto pazienti Covid la Regione ha pagato una retta da 150 euro al giorno, una cifra più alta di quanto pagano mediamente i familiari, tra i 70 e i 90 euro. Enti privati le Rsa, ma accreditati, inseriti nel sistema sanitario regionale e spesso, come nel caso del Trivulzio, controllati dalla politica. Secondo il rapporto annuale dei pensionati della Cisl Lombardia «la Regione non versa la quota sanitaria prevista per legge che dovrebbe essere pari al 50% della retta totale» dice Emilio Didonè, segretario regionale della Fnp Cisl Lombardia. «Così le rette per le famiglie sono sempre più care». In alcuni casi, come all’Auxologico di Milano, si arriva anche a 3 mila euro al mese.


FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

Ieri la GdF ha perquisito la sede della regione Lombardia leghista dalla A alla Zeta,
portando via parecchi documenti..
Con Fontana cambiati il 90% dei direttori sanitari (la sanita è la mucca più prolifica da mungere).
E' per questo che #Salvini propone di rinviare le indagini..
Ha paura che si scopre che le case di riposo sono state riempite con molti malati di #coronavirus..anzi le direzioni sanitarie se li sono contesi come merce rara..la regione paga 170 euro al giorno per ogni ospite... I morti sono morti..e non torneranno più in vita ! Ma questi due balordi, questi due tour operator disonesti e farabutti non dovrebbero più gestire neanche una bocciofila altro che la fase 2...

FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

Cè una Casa di Riposo che è Scampata alla Strage


c’è una casa di riposo che è scampata alla strage


Covid-19: A Milano c’è una casa di riposo
 che è scampata alla strage degli anziani. 
Ecco perché

Una mosca bianca, un’oasi di ragionevolezza e di buonsenso dove non c’è stato il massacro di anziani registrato in tante altre case di riposo

È la Casa per musicisti Giuseppe Verdi. Qui nemmeno un ospite è morto per Covid-19.

Dista poco più di un chilometro dal Pio Albergo Trivulzio (200 morti dall’inizio di marzo, in gran parte per Coronavirus): la casa di riposo, ora sotto inchiesta della magistratura, al centro delle polemiche. Ma il Trivulzio, la storica “baggina” dei milanesi, è solo la punta dell’iceberg.  Al 16 aprile si contano 2.478 decessi da Covid-19 accertati tra gli ospiti di Rsa (Residenze sanitarie assistenziali). Alcuni esempi: in Veneto 391 decessi, in Liguria 220, in Emilia 326, in Friuli un’ottantina, in Piemonte 252, un centinaio in Toscana, in Lombardia addirittura quasi 800.

E sono stime per difetto.

Poco più di un chilometro dalla “baggina”, dicevamo, ma sembra un altro pianeta: alla “Verdi” nessuno ha vietato le mascherine per non “spaventare” gli attempati ospiti, trattati alla stregua di bambini piccoli o di esseri incapaci di intendere. Nessuno ha ospitato da altre strutture pazienti “guariti” ma ancora fortemente contagiosi. Nessuno ha mescolato personale, parenti e ospiti, una volta scoppiato il virus.

Cosa ha fatto, invece, la “ Verdi” lo racconta bene l’ex direttore di “La Repubblica” e “La Stampa” sul suo sito www.mariocalabresi.com.  «Alla fine di febbraio, mentre al Trivulzio si discuteva sull’opportunità o meno di indossare le protezioni, la Casa di riposo per musicisti comprava sul mercato cinquemila mascherine e le distribuiva a tutto il personale e ai suoi settantuno ospiti. Ma la vera svolta per la Giuseppe Verdi arrivava domenica 8 marzo… Un’ospite, di 94 anni, che era ricoverata in ospedale, si era ammalata di Covid ed era morta, il marito, che poi sarebbe guarito, era stato contagiato andando a trovarla.
Non si potevano correre rischi, ci volevano scelte drastiche… Vietate le visite, gli incontri e ogni attività comune. Tutti gli ospiti dovevano restare tassativamente chiusi nelle loro camere, dove avrebbero ricevuto la colazione, il pranzo, la cena e la visita del medico ogni giorno. Da allora nessuno si è potuto muovere. Da allora, caso unico ed eccezionale, nessuno si è ammalato».

Non c’è stato bisogno di luminari della virologia o di genii che hanno tirato fuori dal cappello soluzioni alle quali nessuno poteva pensare.

È bastato usare il normale buonsenso, che altrove è mancato

E quella attenzione ai propri ospiti, per via dell’età soggetti fragili e a rischio, che dovrebbe essere la prima preoccupazione per chi si occupa di anziani.

Invece, purtroppo, stiamo parlando di una rara eccezione virtuosa, e non della normalità.



.
FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI

FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI


FONTANA E GALLERA SONO 2 INCOMPETENTI
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari